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Dal saggio “A proposito di Aids” di Ennio Porceddu

Dal saggio “A proposito di Aids” di Ennio Porceddu

L’ANGELO DELLA MORTE

L’UOMO CHE PER PRIMO PORTO’ L’AIDS IN AMERICA

La storia dell’AIDS ha origini che risalgono all’ultimo periodo degli anni ’70. L’Uomo che per primo ha portato il “flagello del XX secolo” negli Stati Uniti si chiamava Gaetan Dugas, un giovane omosessuale canadese, alto, biondo e bellissimo che lavorava come Steward per una compagnia di bandiera del suo paese. A scoprirlo è stato un giornalista, Randy Shilt, autore di un sensazionale libro di 630 pagine sull’Aids dal titolo ” And the band played en: people, politcs and epidemic” (E la banda ha continuato a suonare: gente, politica e l’epidemia dell’Aids).

Randy scrive che la tragedia dello steward canadese iniziò nel 1977, durante una vacanza parigina. Fu lì che Gaetan diventò l’amante di un ragazzo africano. Si accorse solo dopo il primo rapporto che il giovane di colore aveva il corpo deturpato da strane piaghe di colore viola e di avere dei colpi di tosse da non poter quasi mangiare: erano i segni fatali dell’Aids (Sarcoma di Kaposi, Polmonite), ma lo steward non poteva saperlo. Anche perchè a quel tempo di Aids non si parlava ancora e solo pochissimi ricercatori avevano individuato i suoi sintomi inquietanti.

Gaetan Dugas non poteva sapere che quella avventura gli aveva lasciato nel sangue un male che non perdona.

Così il giovane tornò in America e riprese la sua normale vita di sempre. Morì nel 1984, a soli 28 anni. Ma non se ne andò solo. Infatti prima di morire aveva contagiato, per ignoranza e per incuria, più di mille uomini.

Ma come ha fatto il giornalista a scoprire l’identità dello steward? La risposta potrebbe essere semplice, ma non lo è.

Randy Shilt ci ha lavorato tenacemente per più di sei anni, ma ha avuto – come afferma nel suo libro – anche un pizzico di fortuna.

Prima di tutto ha letto centinaia di rapporti medici, scoprendo che diversi malati di Aids ricordavano di aver avuto rapporti sessuali con un giovane steward bellissimo che proveniva dalla zona francese del Canada, che parlava un inglese con accento francese:sembrava trattarsi della stessa persona, ma il gi alista stentava a crederci: i malati che affermavano di aver incontrato il giovane canadese erano davvero troppi Shilt non poteva immaginare che un solo uomo avesse avuto una vita sentimentale così movimentata.

C’era un altro particolare sconcertante che il giornalista scoprì: i malati che sostenevano di aver avuto rapporti con quel giovane provenivano tutti dalle città più distanti del Continente americano.

Alcuni lo avevano incontrato a San Francisco, altri a New York, altri ancora a Toronto.

Lo steward seppe di essere ammalato di Aids solo nel 1980, ma non rinunciò alle sue avventure e continuò a diffondere il virus.

I medici erano al corrente, ma non tentarono di fermarlo. ” Questi segni provano che ho il cancro degli omosessuali, forse capiterà anche a voi”. E poi Gaetan scoppiava a ridere, incurante della sua malattia.

Lui era sempre alla ricerca di nuove emozioni. I suoi amanti erano del tipo “usa e getta” e non duravano più di due o tre giorni.

Con grande sorpresa il giornalista scoprì che un’équipe di medici aveva già individuato il giovane canadese. Gli avevano anche dato un nome : paziente zero. Non solo: la CDC di Atlanta aveva ricostruito buona parte dei viaggi dello steward, seguendo la scia dei malati che l’uomo si era portato dietro di sé.

Voleva scoprire tutto dell’angelo della morte e la fortuna gli venne incontro mentre studiava i rapporti clinici di un professore di Brooklyn College, Rick Wellikoff, malato di Aids(anch’egli malato di Aids, uno dei primi), quando trovai un chiaro riferimento al giovane canadese.

Era il mese di settembre del 1979 quando Wellikoff si presentò presso la Clinica Universitaria di New York lamentando di avere un fastidioso eczema su tutto il corpo. Solo dopo seppe di essere affetto da Sarcoma di Kaposi, una delle forme che l’Aids può assumere quando colpisce un individuo.

Fu in quel momento che il giornalista si rammentò del giovane Gaetan Dugas, steward dell’ ARI Canada, che presentava lo stesso tipo di Eczema su tutto il corpo.

Ora il giovane che aveva diffuso attraverso i suoi patners il virus Hiv aveva finalmente un volto.

Il resto è venuto da sé. Infatti scoprì – ad esempio – che dei primi 19 casi di Aids denunciati a Los Angeles, quattro si erano accoppiati con lo steward, mentre altri quattro avevano incontrato i suoi amanti.

Ancora, la statistica epidemiologica portava ad una conclusione a dir poco agghiacciante: circa 40 dei primi casi di Aids su 248 registrati negli Stati Uniti prima dell’aprile del 1982, erano stati provocati da Gaetan Dugas.

Chi era Gaetan Dugas?

Il giovane Dugas era nato nel Québec, la capitale del Canada francese ed aveva trascorso i primi tre anni dell’infanzia in orfanotrofio, poi venne adottato da una coppia senza figli che lo aveva allevato amorevolmente.

Il ragazzo era molto socievole e tranquillo. Quando si suoi genitori adottivi si trasferirono dal Québec a Montreal, Gaetan accettò la nuova scuola ed i nuovi amici senza alcuna remora. Egli amava le nuove amicizie, ma sognava di intraprendere dei lunghi viaggi per conoscere il mondo tant’è che I genitori lo incoraggiarono a intraprendere la carriera di steward.

Il ragazzo non ci penso due volte ad iscriversi al corso per steward che superò brillantemente.

Iniziò così per il giovane Gaetan dugas una carriera professionale presso la compagnia aerea Air Canada.

Fu molto apprezzato per la serietà e professionalità sia dai colleghi che dai dirigenti della compagnia e mai, nonostante la sua ormai nota omosessualità, avevano sospettato che lo steward potesse nascondere una squallida vita sessuale fatta di centinaia di incontri nei bar e nei bagni turchi che nel giro di tre anni lo portarono ad incontrare sul proprio cammino l’Aids.

Quando per la prima volta sul suo corpo apparvero alcune ferite di colore viola che non accennavano a rimarginare, ma anzi diventavano sempre più numerose, Dugas non si allarmò più di tanto: ” non sarà questo male a fermarmi” esclamava con un’aria di sfida. Come dire che il suo corpo gli apparteneva e lo gestiva come meglio credeva.

Così gli squallidi incontri tra un viaggio e l’altro attraverso tutti i continenti, continuarono. Nel 1981 durante una visita di controllo medico confessò che la terribile malattia non aveva minimamente influito sulla sua vita sessuale, anzi continuava ad avere rapporti sessuali con uomini diversi. Egli inoltre si vantava che sarebbe potuto entrare nel libro dei guinners. Affermava senza nessuna vergogna che fin dall’età di 18 anni aveva avuto circa 250 rapporti all’anno. Un record che intendeva mantenere a tutti i costi.

Inutile i tentativi dei medici per spiegare che in questo modo non faceva altro che contribuire a diffondere l’Aids. Dugas era inflessibile e non sentiva ragioni.

Dugas non credeva che questa malattia si potesse trasmettere per via sessuale e non cambio idea nemmeno quando gli mostrarono le cartelle cliniche degli uomini che aveva contagiato: “qualcuno a contagiato me e adesso è il mio turno”. Un atteggiamento malvagio e cinico che mantenne per oltre tre anni.

In quel periodo, sembra incredibile, non mancarono gli uomini disposti a sfidare il destino pur di trascorrere una notte con Gaetan Dugas. Poi poco alla volta il suo corpo cominciò a cedere, non riusciva più a nutrirsi e perse peso e forze.

Ebbe ben quattro terribili polmoniti: il giovane che sosteneva di aver fatto sognare più di duemila e cinquecento uomini era ormai ridotto ad una larva umana.

” Dio ha voluto punirci – diceva – perchè abbiamo sbagliato troppo e non abbiamo voluto ammetterlo”.

Fin qui la storia dello steward che ha trasmesso l’Aids in America.

Il giornalista Shilt, autore del libro sulla vita di Dugas, era più che convinto che la responsabilità del “caso Gaetan Dugas” dovesse ricadere sui medici perchè lo conoscevano bene ed erano al corrente che lo steward era un potenziale assassino, ma non fecero nulla per fermarlo, anzi, con la scusa del segreto professionale gli avevano in pratica permesso di contagiare almeno un migliaio di partners occasionali.

I medici dal canto loro si giustificarono affermando che non sapevano abbastanza per poter intervenire. Secondo loro non c’è mai stato un ” angelo della morte”, c’erano invece molti altri pazienti che non avevano usato la giusta prudenza.

Una smentita sconvolgente che spiega ancora meglio come sia potuto avvenire una così rapida diffusione dell’Aids, della quale oggi si conosce tutto: epidemiologia, virus Hiv, vie di trasmissione, clinica, terapia, complicanze e misure preventive.

~ di ennio porceddu on 11 Novembre 2017. Tagged: ,

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