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SIAMO UOMINI O…KAPO’. Il libro di Ennio Porceddu su ILMIOLIBRO.IT

siamo uomini o…kapo’?

Ma davvero la vita è bella?
Questa è una bella domanda. Una frase che è contenuta in questo modesto volume. Tuttavia è anche impensabile se viene esaminata da diverse angolazioni. Questo rivela quanto è difficile, al giorno d’oggi, trovare una giusta collocazione in questo mondo frenetico e pieno di insidie, prepotenza e immoralità.
Una frase che è un enunciato linguistico di forma e di senso compiuto che lascia qualche spiraglio all’immaginazione e all’incertezza.
La vita, purtroppo, non è mai come vorremmo che fosse. La maggior parte di noi, da ragazzi, ha sognato un mondo “facile”, senza inganni e a colori. Un mondo dove ogni tassello della nostra vita è sempre al posto giusto: lo studio, la laurea e il lavoro che premia il grande impegno e i sacrifici dei genitori.
Poi, ci si accorge, di essere scavalcati da persone che, con lo studio o il lavoro hanno poco da spartire. Persone che hanno solo il pregio d’essere figli di “baroni” universitari, uomini politici o rampolli di personaggi legati al potere economico di questo paese.
Andando nel merito, se analizziamo certe affermazioni ivi contenute, ci rendiamo conto che esistono soggetti che nella vita reale hanno dei comportamenti subdoli e ambigui. Altri, rasentano la comicità da far invidia al grande Totò e Macario.
Mi riferisco a certi uomini politici che dovrebbero assumere comportamenti coerenti con la loro provenienza etico – culturale, mentre, al contrario hanno atteggiamenti che spesso rasentano l’immoralità e l’indecenza. Altri, invece, sono egocentrici, esuberanti, esibizionisti ed esagerati. Questi ultimi, hanno solo un chiodo fisso in testa: “apparire”(televisione, interviste, giornali, internet).
Tutto fa brodo.
Marlon Brando, dei politici spesso affermava “Sono degli attori che non ascoltano mai, quando non si parla di loro”.
I luoghi comuni, le frasi fatte e ripetute meccanicamente, sono una grande piaga che affligge i popoli. L’Italia insegna.
Certi politici del nostro paese sono “riottosi” e spesso hanno il “vizietto” di sfogare la loro difensiva offendendo l’avversario o chi non condivide il loro punto d vista.
Certi altri, sono tarati e all’unisono difendono certi personaggi potenti che commettono reati evidenti, con le solite frasi “i magistrati sono comunisti.”.
A volte si accordano per far credere agli italiani che una certa e strana ragazza marocchina sia veramente la nipote di Mubarak.
Tutti d’accordo.
Tutti convinti per far piacere al capo che, subito dopo, si è smentito, affermando: “le davo dei soldi perché non si prostituisse.”
“Se la menzogna- affermava Eyquem Montagne – come la verità avesse una sola faccia, saremmo in condizioni migliori.”
Honoré de Balzac, in fatto di menzogna era maestro. Infatti, lo scrittore francese, carico di debiti e deluso per non essere riuscito ad arricchirsi alle spalle dei sardi, volle vendicarsi descrivendo nel peggior dei modi la Sardegna: “Ho visto una popolazione di straccioni tutta nuda, scura come gli Etiopi.” “L’Africa comincia qui”.
Forse Balzac non sapeva di essersi imbattuto in un gruppo di bagnanti.
Poverino! Non lo aveva capito.
A volte il sole di Sardegna gioca brutti scherzi agli stranieri pieni d’avidità e di tracotanza.
Omero il gran pensatore, scriveva: “Nessun uomo è sfuggito al destino, né un vile né un valoroso, una volta venuto alla luce.”
“Un giorno ogni valle sarà innalzata” diceva Martin Luther King.
Oscar Luigi Scalfaro è sempre stato un ottimista:
“Siate ottimisti, nonostante tutto, aprite le finestre” e… fatte entrare i ladri.
In questi tempi, ti pagano anche le case vicino al Colosseo, a tua insaputa.
Tanti sono quelli che si sfogano con gli avversari politici definendoli “Stalinista”, oppure “ Non c’è niente da fare, sono sempre degli stalinisti.”.
Si afferma che certe dichiarazioni sono utile al politico per sciogliere qualche nodo nascosto nello stomaco.
Il grande Totò si sfogava diversamente : “ Sei n caporale:” E’ arcinoto che il principe De Curtis, aveva sempre odiato i caporali, Quelli, per lui, non contavano nulla.
Qualcuno afferma che i politici d’oggi sono dei cattivi commedianti che pensano solo ad arraffare potere e soldi, senza curarsi minimamente delle esigenze del popolo.
Per questo quando riescono ad attaccarsi alla poltrona, fanno di tutto per restarci, usando la colla speciale Attak-ano.
Un certo Scilipoti insegna.
Certi politici non vogliono essere secondi a nessuno.
Leonardo di Caprio, ha detto: “Sono il re del mondo.”. Questo mi rammenta un certo film di Alberto Sordi “ Io sono io e voi non siete un cazzo.”
C’è un certo potente, nel nostro paese, che di solito, ai suoi fedeli leccaculo ricorda: “ In Italia comando io e posso fare tutto quello che voglio.”.
Insomma, ”Ghe penso mi.” Perché per lui, la legge è meno uguale.
Totò, le avventure se le andava a cercare, non se le faceva certo portare. “Se una me la porge, per così dire, su un piatto d’argento, mica posso fare la figura del fesso.”
Giulio Andreotti ha sempre affermato che “il potere logora chi non ce l’ha”.
Beltolt Brecht aveva detto: “Il governo è deluso del popolo, se il popolo non fa il suo dovere, il governo ne eleggerà un altro.”
Achille Bonito Oliva, sentenziava: “ La banalità è la cura dimagrante della cultura.”. Il grande La Rochefoudauld, invece, affermava che “ la vanità degli altri è insopportabile perché offende la nostra.”.
Per la ballerina Carla Fracci, basta che “la nostra epoca favorisca il culto della personalità.”. Il resto è superfluo.
Un seguace del vecchio Prc di Bertinotti, nonostante la sua laicità, riconosceva che “se stavolta usciamo bene è la prova che Dio esiste ed è comunista.”.
Il riferimento era ai “Venti di crisi” dell’ottobre ’98.
La risposta di Romano Prodi non si fece attendere:” E’ la crisi più pazza del mondo.”
Ma non era “La corsa più pazza del mondo” con Reynolds, Dean Martin e F. Sinatra?
Non so se lo ricordate, il primo ministro Prodi fu spodestato, nonostante avesse detto: “La crisi ci sarà tra un anno.”
Alla fine quando Prodi fu accompagnato, per l’ultima volta, con l’auto blu, al ristorante, in Piazza del Popolo fece eco una voce stridula di una donna: “Cielo! Ho perso mio marito.”
La signora Flavia, poverina, lo raggiunse più tardi con la classica pedovia: un mezzo di locomozione sempre in auge, quando non si ha il potere, e le auto blu le pagano solo i poveri italiani. Per intenderci quelli che pagano le tasse (pensionati e dipendenti pubblici).
Comunque tutto è bene quel che finisce bene.
La casta è salva.
E vissero felici è contenti.
“Fora dalle ball”, come dice quel gran Ministro della Repubblica che vorrebbe uscire dal resto dello stivale con la sua inventata Padania, ma che sicuramente di staccarsi dal resto dello stivale non ci pensa per niente: i soldi romani, però, fanno gola anche al “mangia polenta” con in tasca un attestato della Scuola Radio Elettra.
Berlusconi dopo aver partecipato al pranzo di nozze di Antonio Martusciello, aveva urlato, preoccupato”Mi hanno avvelenato” Il giorno dopo, si era corretto : “Ho vinto in un giorno la guerra sferratami con armi batteriologiche. L’intestino è a posto. Adesso veniamo alle altre guerre.”
Solo che il primo Ministro, qualche volta le guerre le perde. Come per esempio, i referendum del mese di giugno 2011 (nucleare, privatizzazione dell’acqua, legittimo impedimento).
Spesso B. ascolta i cattivi consiglieri che si annidano nel suo partito. Mussolini fu “fregato” (si fa per dire) proprio dai cattivi consiglieri.
Al momento che il fascismo sprofondò, molti dei suoi sostenitori cambiarono casacca indossando le camice rosse o lo scudo crociato.
Potenza della coerenza politica e culturale di questo paese.
A proposito di guerre non guerreggiate, Ernest Hemingway un giorno, riferendosi alla diciannovenne Adriana Ivancich, con la quale ebbe una relazione sentimentale, disse: “E’ bella come un cavallo o un proiettile lanciato.”Quella del proiettile lanciato, non lo capita. Qualcuno me lo spiega, per favore!
In ogni modo, sta di fatto che in tanti si vorrebbero scontrare con quel cavallo o proiettile “lanciato”.
E’ risaputo però, che a volte i sogni rimangono dentro un cassetto o nella cerniera dei pantaloni. Salvo che non arrivino le escort di un certo signore tutto fare.
Umberto Bossi, leaders della Lega, quando ancora pensava alla secessione, gridava ad alta voce: “Faremmo le peggiori cose.” L’unica cosa che ha fatto il “Trota”: il suo successore dinastico. Il padano che, si dice, abbia messo le mani sulla marmellata.
Un ragazzo che non va molto d’accordo con i professori, tanto è che alla fine, il grande leaders padano, lo ha sistemato alla regione Lombardia come consigliere, forse proprio per la sua esperienza scolastica, poi dimessosi.
“Ma dove c’è scritto che le masse hanno sempre ragione”, asseriva Mario Capanna. Qualche volta alle masse era imposto il silenzio.
“Tacete, anche il silenzio affretterà la vittoria” urlava, dalla finestra di Piazza di Spagna il Duce.
“La storia insegna che i dittatori non finiscono mai bene.”. Lo ha asserito pochi giorni prima del suo arresto il generale Pinochet, 72 anni, nella stanza di una lussuosa clinica londinese dove si era appena sottoposto ad un intervento chirurgico per un’ernia del disco. Poi sottomesso agli arresti domiciliari dalla polizia locale.
Uno che potrebbe raccontare una bella storia, è l’On. Rocco Bottiglione se lascia la politica. “Potrei lasciare la politica. A differenza degli altri non rischio la galera né la fame.”.
Beato lui. Come lo invidio!
Invece, noi poveri mortali, la fame e la galera la rischiamo tutti i giorni, a volte per un banale incidente automobilistico.
Forse perché siamo meno fortunati e non abbiamo dalla nostra parte un Alfano in tasca.
Oggi, in paradiso ci vanno solo gli eletti (dei partiti politici, grazie alla legge porcata di un certo Calderoli) e non gli elettori.
In ogni caso come diceva qualcuno: ce ne freghiamo. Finché c’è la salute!
Purché non si mangi pane e fiele, ripeteva il grande Totò.
Luis Sepùlveda è più realista: “Quando tira merda, non farlo vicino ad un ventilatore perché ti può schizzare.”.
Qualcuno ha affermato che “l’Italia è un paese di merda.”. Bisogna vedere sempre da che parte sta la merda.

 

~ di ennio porceddu on 23 Gennaio 2017. Tagged: , , , ,

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